
Ieri un’altra super night in quel di Torino, di quelle che ti svegli il mattino dopo ancora voglioso di ballare!!
Per l’articolo avevo pensato alcuni titoli come: Mr fingers touch the sky o più semplicemente Super Lerry!; ma alla fine ho optato per “Secret Mood, Right Mood” perchè, dopo il loro terzo party, posso tranquillamente definirla come una delle migliori situazioni club della penisola conosciuta..
House sweet House!
dopo aver ospitato Theo Parrish e Moodymann ieri è stato il turno di Lerry Heard aka mr. Finger!!
: )
Una leggenda dell’House Music.
Anche se, a prima vista, sembra un pacifico quasi-vecchietto, di quelli miti e tranquilli; cui avrei immaginato molto più esser una specie di bidello che un dio della musica elettronica e maestro okuto della musica house!
.. mai basarsi sulle apparenze ![]()
Insieme ad un gruppetto sostanzioso e alla mia ragazza, entriamo molto presto - praticamente apriamo - facendo i vip con tavolo e bottiglia ![]()
Fino a che nn passa l’inverno, mia cara Torino, fai troppo freddo ![]()
L’apertura è di Gandin.
Merita una parentesi.
Quando vedi Federico Gandin alle 5 di mattina, sembrare levitare dietro i giradischi selezionando la migliore musica della club culture degli ultimi 20 anni, fai fatica a capire quando possa finire il party.
Puo’ darsi a alle 10 del mattino ma puo darsi anche il giorno dopo !
Potere diun dj set unico che fonde techno e house, siano esse old o new school, mescolando le varie sfaccettatture deep, dub e detroit!
from ex, wye, zed
Già solo il fatto che Gandin facesse l’intro a Lerry , già il party sarebbe stato figo..
L’ho già detto, e lo ribadisco: secondo me è il miglior dj italiano in circolazione.. ( e sta preparando un mix per melkiocast!!!! attenzione!! )
E poi..
Lerry
Non ho veramente parole per la super musica che questo dj ha mixato ieri sera..
House, Disco, Acid house, Acid e chi più ne ha più ne metta..
il set è STRACOINVOLGENTE, a mio avviso mooolto più di Moodymann ( direi che quasi nn c’è paragone ) e molto simile a Theo Parrish ( ma forse con una marcia in più ).
Di certo la possibilità di suonare qualche ora di fila ha permesso alla leggenda della consolle di poter sbizzarsi, accompagnandoci in un tour della HOUSE MUSIC!!
La pista era un fuoco e la gente era in fiamme!!
uno dei momenti topici è stato quando si è messo a cantare uno dei suoi pezzi leggendari.. brividi e pelle d’oca!!
Quando un party è figo te ne accorgi, perchè la stanchezza della settimana per qualche ora sparisce ( e ritorna di colpo appena ti siedi sul treno ), il tempo vola e non vorresti MAI MAI MAI che finisca..
però purtroppo sono dovuto anche andare via un po prima ( causa lavoro.. ) che palle!!!
unica nota negativa della serata, la sua fine..
Il video, come al solito, qui sotto.
le foto su : www.bobmoz.com
Venerdi.
Una giornata lunga e faticosa immersa nei conti, preventivi e supervisione lavori.
ore 20.30.
Fine.
Come un eroe della Marvel, abbandono le spoglie di Luca Melchionda il lavoratore,
mi cambio, mi trasformo
e riprendo i miei cari amati panni di Melkio il clubber.
La missione di questa volta è nella misteriosa Torino ( ultimamente una mia seconda casa ), al Beach, dove si dice sarebbe arrivato un certo Kenny Dixon Jr. conosciuto ai più come MOODYMANN.
Un personaggio molto di moda ultimamente, tutti conoscono le sue produzioni, tutti lo apprezzano.
Ma in realtà il Buon KDJ è un musicista fatto di una pasta scura, sotterranea, non ama ( almeno fino ad adesso ) le luci della ribalta, anzi ridei proprio che SENNEFREGA! ( quasi nn si è fatto neanche vedere in volto.. )
E durante la serata lo ha dimostrato regalando una lezione di storia della musica House!
E proprio come durante una lezione di storia qualcuno si è annoiato, non ha capito..
Chi si aspettava un djset alla THEO PARRISH ( indimenticabile ) sicuramente ne è rimasto deluso.
_ oddio nessun rimprovero, in effetti era qualcosa di “strano”_
Il suo set non è un djset, è una favola, una storia.. quella di Detroit, quella di Chicago.
Lui non è un dj, è un musicista..
Io l’ho adorato, ha regalato delle perle rare, alcune conosciute e alcune no..
Mi sono divertito da Matti!!
Allegria ed amore ( 3 giorni di musica cosi e divento gay ahahah ).
: )
Cito Baz:
“ Il set di Moodymann, alle nostre orecchie di ggiòvani del nuovo millennio, è più che altro una lezione di storia: ascoltarlo è come leggere un capitolo di “Last night a dj saved my life” e capire com’era lo spirito da cui è nata più di vent’anni fa la scena che seguiamo ancora oggi, spirito che ormai è completamente trasfigurato.”
L’atmosfera da 10 e lode, ritrovata dall’ultima volta con Theo, molti “addetti ai lavori” e un’età media finalmente non da compito in classe di geografia.
La direzione artistica ( GANDALF ) sapeva che MOODYMANN sarebbe stato un “moscio” ed, infatti, è stato affiancato da FEDERICO GANDIN.
Personalmente ne avevo sentito parlare molto spesso, come il miglior dj di Torino, ma non lo avevo mai sentito dal vivo.
Beh direi che non solo è il miglior dj di Torino, ma uno DEI MIGLIORI DJ ITALIANI MAI SENTITI!!!
Dopo la bellissima e affascinante lezione di Storia della musica, Gandin, è stata l’ora di Ginnastica.
INCOMENURABILMENTE BRAVO! MI CHIEDO COME MAI NN SIA A SUONARE IN GIRO PER IL MONDO AL POSTO DI QUEI STANCHI CAROLA E co..
Il contrasto è netto ma senza cambio di rotta.
Il suono è Detroit è house è french.
Troppi sono andati via troppo presto e si sono persi quel dessert che ti riempie la pancia.. : )
0re 6.00
Chiusura.
Venerdì 22 Gennaio 2010
Secret Mood presents:
MOODYMANN
(KDJ – Peacefrog / Detroit - US)
The Beach° – Murazzi del Po lato sx – Torino
Inizio ore 23.00 – Ingresso con drink: 20€ intero - 15€ in lista
Warm up: FEDERICO GANDIN
Dopo il primo entusiasmante party di novembre con Theo Parrish, torna Secret Mood, il nuovo progetto nato dall’unione delle esperienze di Fotis Michalopoulos, professionista dell’entertainment con all’attivo progetti in tutta Europa, e Matteo Brigatti aka Gandalf, organizzatore, dj e conoscitore della realtà notturna torinese. Anche questo secondo appuntamento continua a percorrere il filone della musica house “made in Detroit”: la motor city, infatti, non è stato solo il crogiuolo della techno, ma ha anche una grandissima tradizione per ciò che concerne i suoni più “caldi” nati dalle radici disco, soul e funky.
Venerdì 22 gennaio lo special guest della serata sarà un nome da sempre circondato da un alone di leggenda: Kenny Dixon Jr aka Moodymann. Da sempre piuttosto schivo con i media e i giornalisti, con il suo tocco deep house e il tipico sound scuro e sporco, Moofymann Jr si è confermato negli anni un artista di primissimo piano in grado di modulare continue variazioni e cambi di direzione nei suoi imprevedibili dj set. Uno stile caratterizzato da una cassa più lenta e morbida, che mescola parti soul-jazz suonate e cantate a parti “sintetizzate”.
Moodymann ha iniziato la sua attività di produttore e dj nel 1994, quando su KDJ, etichetta fondata da lui stesso, ha fatto uscire il singolo “I like it”, seguito poi da due anni dopo da due veri e propri inni della Detroit house, che hanno rotto il monopolio del suono minimalistico di matrice techno che imperversava nella città americana: “The day we lost the soul” e “I can’t kick this feelin’ when it hits” sono infatti due degli esempi più fulminanti del nuovo sound soul-house nato in Michigan. Da lì è un lungo susseguirsi di produzioni caratterizzate da un altissimo livello qualitativo, pubblicate da importantissime etichette come la Planet E di Carl Craig o la Peacefrog. Assolutamente impedibili per gli appassionati i due album di Moodymann: “Mahogany Brown”, decisamente più soul e jazz, e forse il suo lavoro più importante, “Forevernevermore”, che ha fatto conoscere Kenny in tutto il mondo insieme al singolo, uscito nel 2000, “Shades of Jae”, forse uno dei brani più presenti nelle borse dei dischi dei più grandi dj house del pianeta.
Il tutto viene sublimato in un cocktail musicale di forte impatto, ritmo e mood surrogati dalle radici black, in un vero e proprio show dove Kenny interagisce con il pubblico prendendo in mano il microfono e “raccontando” la musica come facevano i primi dj negli anni ’70 e ’80.
Supported by:
FNAC - LE MOKA! – MOVEMENT TORINO – KINDA SOUL SESSIONS - EX WYE ZED - TURIN DUB MOVEMENT - MELKIORAVE.IT - FREQUENCIES.IT - DEEP MOVEMENT
Per ingressi in lista scrivetemi: luca@melkiorave.it
Sono sveglio da poco, una doccia calda ed eccomi a scrivere il primo post del nuovo anno.
A raccontare della serata di ieri, Domenica 3 Gennaio, al Fluido di Torino.
Ospitato dal gentilissimo Gandalf decido, il giorno prima, di partecipare alla festa di compleanno del dj detroitiano Mike Huckhaby e di quello Torinese Ksoul ( .. e di un bel ragazzotto genovese, il sottoscitto
).
Le aspettative, sinceramente, non erano altissime..
si una bella serata,
bella musica
ma non di certo altissime.
E forse anche per questo motivo sono rimasto felicemente sopreso della figata che è stato quel party.
Innanzitutto la location.
Per chi è stato a Berlino e al Watergate, beh è praticamente uguale alla sala di sotto.
Vetrata al ridosso del fiume, terrazzo e addirittura la stessa angolazione di visione del ponte affianco!
La serata inizia alle 20.00 con un aperitivo musicale a buffet ( mi sono ovviamente strafogato! ) e alle 22.00 via i tavoli e alle danze.
Purtoppo il volo di Mike Huckaby è stato cancellato, e al suo posto, in extremis ecco spuntare un simpatico SCOTT FERGUSON ( embè! ).
Ottima ottima ottima situazione,
gente divertita e 0 pivellame..
e ottima ottima ottima musica ( Ksoul è stato bravissimo!! ) detroit-house!!!
Il set è coinvolgente, ritmato, vario ma sempre di alta qualità ( come il latte della Lola! )
Molto bene Torino, si inizia bene ![]()
Alle 02.30 sorpresa speciale con il brindisi per i 2 compleanni in consolle!!
Alle 03.00 è tutto finito.
Nota di cronaca
Con il cuore in mano e grande cordoglio annuncio la morte della mia cara macchina fotografica digitale, compagna di mille avventure, sempre in prima linea a riprendere e fotografare.
Per questo motivo non ci saranno testimonianze video della serata.
Anche in segno di lutto.
PS.
fa sempre piacere quando incontro un lettore del sito in qualche serata che mi chiede se sono io melkio. ( essendo di indole egocentrica poi… ) ma di solito sono sempre omaccioni pelosi o ragazzi sudati ( con tutto il rispetto
), ieri, per la prima volta, è stata una ragazza! piccola ma gradita diversione.
come dice il buon Luca Giurato “un saluto al pubblico femminile”
inizia bene il 2010!
La vecchia scuola è la vecchia scuola. Non ci sono cazzi.
Theo Parrish rappresenta proprio il dj vecchio stampo.
Theo Parrish è nato a Washington D.C. nel 1972 e cresciuto a Chicago, dove ha sviluppato la sua passione per la musica. Miles Davis, Stevie Wonder, Jimi Hendrix, Nina Simone, George Gershwin, Bob Marley, così come suo zio, il musicista jazz Dexter Sims, hanno tutti fortemente influenzato i primi anni della vita musicale di Theo. L’influenza della radio a Chicago ed artisti dance come Ron Hardy, Larry Heard, Lil Louis, Farley Jackmaster Funk, Gene Hunt, Mike Dunn, Frankie Knuckles, Walter Get Down Brown ed Andre Hatchett fecero il resto. Parrish fa parte di quella corrente che si potrebbe definire roots house, radicalmente legata alla black music e autrice di alcuni dei lavori più eccitanti e sottovalutati degli ultimi anni, dove proprio Parrish, insieme al genio assoluto Moodyman, ha rappresentato il punto di riferimento, faticosamente emerso. Il suo lavoro infatti lo vede sperimentare felicemente con le strutture della house.
Suono lo-fi sporchissimo. Battuta rallentata ma presente nel suo incedere inesorabile, ipnotico. Le influenze funk, jazz, disco che prendono spazio deformi e narcotiche. Tempi finalmente dilatati, scie di desolazione inebrianti, la gloria di un loop che gira all’infinito. Un punto di riferimento dell’evoluzione sonora di questi anni, non solo un momento importante di musica house.
Chiunque lo abbia sentito come dj avrà avuto l’occasione di ascoltare un’ampio spettro della musica nera americana e le sue produzioni sono incatalogabili, tanto sono profonde e particolari.
4h di passione, soul, house, acid, jazz, jungle e chi più ne ha più ne metta.
Theo non ha un genere, non lo si può racchiudere, ma vola libero nel cielo della musica seguendo un filo conduttore misterioso ma nitido che unisce lo “stream of conscioness” del suo mixing, spesso anche senza cuffie.
Per una sera Torino diventa Chicago - storia della musica.
Non ho mai sentito il mitico Larry Levan, ma forse posso immagire chi era..
Grazie secretmood!