
Modifica dell’articolo precedente From Gansta to Gents. ( scritto troppo di fretta.. )
Era da molto tempo che non scrivevo un a review di clubbing all’estero, da Settembre del 2009.
Proprio come allora, eccomi di nuovo nel Regno Unito, in quella cara, vecchia città impregnata di fritto che è Londra.
La scusa ufficiale, per tornare nella city, è la serata di Romano Alfieri, amico e noto dj toscano (vedi puntata 11 del melkiocast) guest di un party esclusivo della città, DI QUELLI COME PIACCIONO A ME!
ma è stato anche un semplice pretesto per andare a trovare super Mimmone che abita li e fare del sano clubbing insieme come ai vecchi tempi :PG
Partenza Venerdi mattina, ritorno Domenica mattina.
Una toccata e fuga riuscita moolto bene, che mi ha lasciato un sapore da reality di mtv.
che strana sensazione ![]()
??? qualcuno si potrà chiedere che vuol dire..
L’estate scorsa guardando la tv, avevo visto qualceh puntata di REALITY SHOW americano idiota ( produzione Mtv ) : From G to Gents (From Gansta to Gents = Da Ganster a Gentiluomo).
In questo show venivano prelevati alcuni “duri e cattivi” dei bassifondi delle città americane trasformati in eleganti e raffinati gentiluomini..
Dalle lotta con i pitbull alla caccia alla volpe.
Ecco la piccola trasferta inglese è stata proprio cosi..
2 serate - 2 mondi - 2 facce
From gansta to Gents
Ma andiamo per ordine.
Venerdi sera
DMZ 5 BDAY, che vuol dire anche 5 anni di Dubstep a Londra.
La serata di svolge al Mass, ex chiesa adibita a discoteca (dove solitamente fanno SALSA!!! ), a Brixton, un quartiere nero di Londra.
Online si trova poco o nulla, ma il naso non inganna.. Questa festa puzzava di figata lontano un miglio!
Anche una talpa sorda con il raffreddore se ne sarebbe accorta;
quindi, dopo un po di allenamento in casa,GO TO THE MASS!
Da fuori il locale è a dir poco meraviglioso..

Ma appena entrato l’interno non mi ha entusiasmato subito.
Rispetto a fuori, boh mi aspettavo una struttura alla berghain..
Imponente, decandente, particolare
Invece è una semplice scatola nera, 4 muri fatti di casse
in realtà, è giusto cosi, rappresenta lo spirito della dubstep: nero e incazzato, è bastato pochissimo tempo per capirlo.
ma attenzione, ciò che “pecca” in arredamento lo compensa ECCOME, nell sound system
Il cocoon sembra le cuffiette del mio Ipod e il Berghain uno stereo della Matzui per Karaoke
ha visto il diavolo sotto forma di funktion-one
In consolle c’erano tutti: Mala, Coki, Skream, Benga, Loefah, Ntype, Chef, Hatca etc..
La visione d’insiemre è, ehm ehm, d’effetto.
( più che un gruppo di dj sembran un gruppo di hoolygans della tana delle tigri e nemici di ken shiro! )
Tutti neri, vestiti di nero e moolto grossi - Ridevano si, ma trasudavan violenza.
Violenza che poi si è riversata nella migliore e più cattiva dubstep mai sentita!
SQUARTAMENTI DAL FUTURO POSTAPOCALITTICI DIRETTAMENTE DA MAD MAX!!
Che figata l’Iperbasso, duro, assassino!
Che sensazione l’iperbasso, il degno erede della techno anni 90..
Skream e Benga che dall’alto della mia arroganza avevo già dato per morti, commerciali, stufevoli (w i neologismi), han fatto un set di una musica incredibile, direttamente dal futuro.
Oltre a loro il migliore, secondo me, è stato Ntype!
Il stile misto che alternava dischi dubstep classici Benga a dischi techstep alla Appleblim.
Meraviglioso!!
Alle 6 ero distrutto. Non ci potevo credere, e non me ne rendo ancora conto, in che figata sono stato con mimmo..
Sabato sera
LIFTED
Ovvero I PARTY COME CAZZO PIACCIONO A ME!
Uscito dal Venerdi NERO COME LA PECE, eccomi trasformano in Gents e passeggiare accanto alle limousine tra Liverpool street ed Old street.
Il Lifted rappresenta la tipologia di party ideale.
Non è un mega festone dal 2000000 di persone, ma una festa “intima”, semiprivata, che se ci sei c’è un suo perchè, non puoi capitarci per caso e quindi è impossibile trovarci molti “turisti”.
In questo particolare caso siamo alla sua declinazione chic and drink.
Il limite estremo dell’underground di lusso, poi dopo c’è Paris Hilton.
Io credo che anche in una festa di tacchi 12, gonne e oliva nel martini si può trovare lo spirito della musica elettronica, e cosi è stato nel loft del plaza hotel da Liverpool street.
Il posto, anche questa sera, è spettacolare!
diametralmente opposto al Mass ma ugualmente figo!
Pista da 250/300 persone circondata da un enorme vetrata con vista Londra di Notte: questa:

Il tutto reso ancora più figo dalla presenza di alcuni ceffi noti come: Clara, Salvo, Sara e Silver e, ovviamente, Mimmo che, come me sono confluiti per sentire il dj set di Romano Alfieri.
Romano è un amico, certo, ma non sarei andato a Londra per sentire “uno che conosco che suona”.
la sua musica, se pur ancora con qualche piccola miglioria a mio avviso ( che nn me ne voglia
), mi piace.
mi diverte.
Mi fa ballare!!
Il suo genere è molto simile a quello di Ilario Alicante.
Funky ma ritmato, easy ma pompato: funkytech (? viva le mille definizioni! )
( mmm.. riflessione tra parentesi. Anche Marco Effe, Luca Bear etc.. a quanto pare suonano cosi; si puà parlare di uno stile toscano o no ? Non ancora, ma qualche primo spunto interessante c’è.. tempo al tempo )
La festa è figa ( e tanto… ) e il tempo, tra un po di spumante e uno shoot, vola troppo velocemente.
Purtoppo ho il volo da li a poco e nn sono riuscito ad andare all’after..
mmmhh.. meglio non pensarci.
piccola nota prima delle foto:
a casa di mimmo super performance ![]()
dovevo pubblicarla
Sveglia Venerdì mattina poco prima dell’alba ore 04.00; ritorno a casa Domenica sera ore 21.00.
Nel mezzo: 49h sul suolo Britannico di cui 2 h di viaggio in pullman da Aeroporto a Londra e 2h per mangiare, per un totale di 45h precise da vivere nella City.
Se ci ripenso è incredibile quante cose io e Gianni abbiamo fatto in queste poche ore ( tra cui prendere ogni mezzo di comunicazione possibile: treno – pullman – aereo – taxi – autobus – metropolitana – traghetto ) superando ogni nostro record precedente.
Partiamo dalla fine: è stato tutto oltre ogni più rosea aspettativa, per cui chi volesse semplicemente sapere se mi è piaciuto può smettere di leggere qui e vedere i video che riporto qui nell’articolo.
Il Venerdì
Real Prodigy experience.
Premessa. ( in pieno stile Raibaz )
Alla tenera età di 13 anni giù nel mio ex quartiere tutti i miei coetanei ascoltavano cassettine del duplè o insomnia, con i relativi Franchino o Gianluca Erre, passate dai fratelli maggiori o da amici dei fratelli maggiori, e quindi anche io mi omologai a tutti e incomincia a farmele duplicare.
Un giorno, un ragazzo più grande di me, di cui non mi ricordo il nome, fece qualcosa di molto semplice ma che mi cambiò la vita ( un po’ esagerato? Forse… ), mi si avvicinò e mi disse: “Ti piace la PROGRESSIVA? Ascolta un po’ questo…” e mi imprestò la cassetta di The Fat of the land.
Ne restai più che colpito, direi estasiato
E dal quel momento è iniziato il mio spirito underground, di non omologazione ( per lo meno musicale ).
Ho sentito i Prodigy in altre 3 occasioni, ma a cavallo del 2004/2006, quindi a cavallo del loro album venuto peggio: Always Autnumber Never Outgunned, ma quest’ultima…
surclassa e cancella tutte le precedenti.
Il nuovo album (invaders must die), nonostante tutti i logici pareri contrastanti, è una figata mondiale, frutto di una ritrovata armonia all’interno i membri della band ( anche se poi è tutto incentrato su Liam ) che si riflette anche nella performance.
Ho seguito il concerto rigorosamente in seconda fila, all’interno della calca più calca.
Un ora e mezza di energia e sudore.
Un ora e mezza di urla e salti
Un ora e mezza di…. FIGATA THE WORLD!!!
“Take me to the hospital”…e siamo ancora al rave di prima, negli anni 90, stavolta rivisitato in chiave moderna
Ho raccolto testimonia nel video qua sotto. ( lo potete trovare anche sul mio canale youtube )
Tutte le parole sono superflue.
The Prodigy - Live London 2009 from Melkiorave on Vimeo.
Ho saltato Il post serata al Fabric, nonostante Skream&Benga, a causa di un mal di testa formato famiglia che mi ero portato da casa, cresciuto esponenzialmente dopo il concerto, e ho quindi ceduto il mio ticket a M1mmo ( che si è trasferito su ).
Ore 7.00 Gianni entra in Ostello ( lui era andato ) e gli chiedo se ha sonno, lui con voce distrutta mi rispondo: “Credo di morire”.
Il Sabato.
Living underground ever
Attualmente viviamo nel momento BOOM dei festival di musica elettronica, ogni mese, ovunque in Europa, e adesso anche nel nostro paese, eccoli spuntare come funghi.
Ed ecco sentire parlare di “Time Warp” o di “Cocoonclub” persone improbabili che fino al mese prima ascoltavano Jt Vannelli… quando volevano fare gli “strani”.
Tralasciando i perchè e percome di questa situazione, resta il fatto che, i maestri storici della consolle sono sempre ovunque come il prezzemolo.
Sven Vath è uno degli esempi più lampanti. Maestro del marketing, oltre che della consolle, per promuovere il suo “impero-cocoon” non disdegna marchette a destra e a manca; con, purtoppo, relativo calo vertiginoso della qualità musicale.
Per poter sentire un set “come dio comanda” bisogna quindi scegliere il posto giusto, dove si respira ancora un atmosfera underground.
L’anno scorso sentii le 9h di Vath al Watergate a Berlino ( ottima scelta )
Quest’anno avevo scelto, invece, di sentirlo al Matter, nuovo locale Londinese.
La scelta era giustificata dall’inclinazione Groove del dj; che calza bene sia a lui ( che è uscito dal tunnel della minimal, che non gli calvaza proprio per nulla ) che tradizione musicale della capitale Britannica.
Il locale è bellissimo: un incrocio tra le grandi architetture del Berghain e l’eleganza del cocoon; entra di diritto nella mia personale top3 dei locali, insieme agli altri 2 appena citati.
Il set è un lungo viaggio di 6 ore che inizia con un sound funky, leggero e trascina fino a sonorità alla kraftwerk.
Un set semplicemente fantastico, per una serata…. FIGATA THE WORLD, che entra tra le migliori serate in assoluto che ho mai fatto…
Come detto prima per la serata di Venerdì…
Ho raccolto testimonia nel video qua sotto. ( lo potete trovare anche sul mio canale youtube )
Tutte le parole sono superflue.
Sven Vath Matter London 09 from Melkiorave on Vimeo.