#17: Mimmone
Non sempre bisogna essere dei grandi dj per sfornare un grande djset.
Questo è il caso di Mimmone, fratello clubber da sempre, che da quando vive a Londra ha aumentato la sua già grande cultura musicale trasversale diventando una specie di Super Sayan!
Questo mix, che per dovere di cronaca devo dire eseguito con Traktor (il che fa soffrire il buon mimmone amante del vinile), rappresenta un po la scena attuale Londinese, dubstep, che ormai è più che affermata.
Ho parlato molto di Dustep e Techstep..dei vari sottogeneri, diversi tra loro che animano questa scena.. in questo mix direi che si possono trovare proprio tutti!! Buon ascolto!!
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CARTA CANTA!
un commento di m1mmone che merita di diventare un post:
“Cmq sulla dubstep nn c’e’ dubbio…skream ha suonato al wmc di miami,benga ha sfornato l’album dell’anno,aphex nei suoi set suona dischi dubstep,villalobos collabora con la skulldisco e shakleton e’ uscito su perlon…vedi tu!a prescindere da i gusti che uno ha….carta canta!”
#8:Komonazmuk
La dubstep è un genere musicale che lentamente ma inesorabilmente si sta imponendo negli ambienti underground di tutt’Europa.
Cresce e si trasforma, si espande e si evolve.. dal berghain a Berlino, all’Outlook in Croazia è una musica in continua evoluzione.
A 5 anni dalla sua nascita si sta anche lei ramificando, abbandonando piano piano la sua radice raggae pur mantendo un tono più “nero”.
Per la puntata numero 8 Melkiocast ospita Komonazmuk, dj inglese, dj Bristol, luogo natio della dubstep
Il mixato, autorizzato dallo stesso Komonazmuk ( come tutti i mixati del melkiocast ) rappresenta una fotografia generica della dubstep di oggi - fine 2009!
Godetevela!
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Prima compilation da comprare nel 2010
Il 25 Gennaio esce su Ostgut Ton la prima compilation del sub:stance, one night dubstep del Berghain di Berlino.
Il mixato è niente poco di meno che di SCUBA, che assieme ad APPLEBIM, si consacrano come migliori “novità” di quest’anno.
Tracklist
01. Sigha - Light Swells (In a Distant Space)
02. Airhead - Paper Street
03. Sigha - Early Morning lights
04. Pangaea - Sunset Yellow
05. Joy Orbison - The Shrew Would Have Cushioned The Blow
06. Shortstuff - See Ya
07. Untold - No-one Likes a Smart Arse
08. Scuba - You Got Me
09. Surgeon - Klonk pt 4
10. DFRNT - Headspace (Scuba’s secret mix)
11. AQF - Born and Raised (version)
12. Badawi - Anlan 7
13. Joy Orbison - Hyph Mngo
14. Mount Kimbie - Maybes (James Blake remix)
15. Sigha - Seeing God
16. Ramadanman - Tempest
17. Instra:mental -Voyeur
18. Sigha - Shapes
19. George Fitzgerald - Don’t You
20. Scuba - Minerals
21. Shackleton - It’s Time For Love
22. Mala - Stand Against War
23. Scuba - Last Stand
24. Joker - Psychedelic Runway
#2:Oldsword
La seconda puntata del melkiocast è dedicata alla Dubstep con il dj set di Oldsword, progetto dubstep di Federico Spadavecchia co fondatore di frequencies.it
Anche se è riduttivo parlare esclusivamente di dubstep, negli ultimi due anni le contaminazioni con gli altri generi sono diventate sempre più pesanti, e se poi contiamo gli esperimenti di artisti apparentemente estranei al genere come Micheal Pritchard e Kevin Martin, ecco che siamo quindi davanti ad un nuovo suono.
Tra l’altro dall’incontro tra i Dj’s della Sub:stance night ed i resident del Panoramabar (due coppie di nomi a caso Scuba e Marcel Dettmann, Shackleton e Villalobos) è nata quella corrente che la rivista Groove ha battezzato Techstep. In realtà non si tratta di una definizione del tutto nuova perchè già era stata tirata fuori ai tempi della drum ‘n’ bass quando iniziava a farsi sentire il crossover con la Techno più oscura e sporca, e anche adesso la situazione è più o meno la stessa con gli iperbassi a sorreggere una struttura ritmica che non disdegna il 4/4, con melodie dure e meccaniche.
Qualcuno potra storcere il naso ma è del tutto normale quando si sente qualcosa di nuovo… l’orecchio non la comprende al volo ![]()
D’altronde con l’avvento della minimal non era stato cosi?
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Sciamanici tribalismi dubstep di Shackleton
Il 23 Gennaio 2009 a Torino vi è stato il primo liveset Italiano del genietto musicale fondatore della Skulldisco Shackleton: prolifico produttore del nuovo movimento musicale dubstep tanto osannato da Ricardo Villalobos.
Nel suo live, Sam ( questo è il suo nome ) miscela magistralmente percussioni tribali con bassi dubstep e voci “mistiche”: il risultato è un ritmo lento ma incalzante, energetico e sexy.
Un ora di liveset è troppo corta per permettere un commento/recensione approfondito ma posso dire che mi ha dato la stessa emozione di quando nel 2003 sentii per la prima volta Richie Hawtin in un timewarp di altri tempi.
L’emozione di ascoltare un suono nuovo per me, cui non comprendevo ancora bene ma che mi sicuramente mi affascinava.
La grande differenza è che Richie Hawtin era già un dj affermato a livello mondiale da più di un decennio, mentre con mr Skulldisco siamo agli albori della sua carriera.
Torino conferma il suo “occhio lungo” per le nuove tendenze; forse troppo lungo per, come nella migliore tradizione pioneristica, permettegli grandi entrate economiche garantite da ospiti più mainstream; infatti per questo giustifico le 3 ore di orribile sound “commerciale” che mi sono dovuto sorbire prima di un ora di ottimo sound dubstep.
L’anno Della Dubstep. Prove tecniche al Berghain.
Berlino è senza ombra di dubbio una mecca per il mondo della musica elettronica, berlino ha un anima “techno” ed è molto sensibile ai suoi movimenti, ai suoi cambiamenti, alle direzioni che intraprende.
La città è un verio e proprio rabdomante della club culture.
E la musica ha i suoi cicli.
Gli anni 70 sono stati gli anni della discomusic, gli anni 80 dell’sinth pop e dell’electro e, sicuramente, nella prima decade del nuovo millenio la musica minimal ha fatto da padrona.
A Londra pochi anni fa è nata la Dubstep, che a causa della sua natura ( cassa irregolare, suoni scuri idm e percussioni quasi ragge ) raccoglie una nuova tipologia di pubblico.
Un ottimo mix tra clubber ormai stufi del sound ovvio della minimal, pubblico derivante da realtà di nicchia come warp e rephlex e pubblico da soundsystem giamaicano.
Ma Londra spesso fa caso a parte.
Gli inglesi spesso sfornano generi musicali ( di qualità ) ad uso interno, che non trovano grande appiglio nel resto del vecchio continente: vedi come esempio il suoun warp/rephlex
Avrei quindi giurato che la dubstep avrebbe trovato molta difficoltà ad uscire dai confini dell’isola brittanica.
Invece ha invaso già Berlino…
Quando a Berlino, e sopratutto quando al Berghain, la dubstep trova molto spazio vuol dire una cosa molto semplice e intuitiva: la dubstep è uscita dall’inghilterra e sta attecchendo nel resto d’europa.
La serata di Venerdi 15 Gennaio al berghain di Berlino è stata fantastica.
Il migliore è stato sicuramente Scuba, grande tecnica e ritmi incalzanti. Un set che mi ha sorpreso rivelando tutte le grandi capacità dance della dbstep e mettendo a dura prova un impianto come quello del berghain.
Poi a ruota Kode9 e Ramadaman.
Mentre il live di the Bug, a causa dell’eccessiva invadenza della vocalist Warrior Queen, non è stato di mio massimo gradimento.
La musica ha dato una sensazione di aria fresca di novità di sperimentazione.
Sensazione che è aumentata dopo aver ascoltato, il giorno seguente, un live di minimal tirata di speedy j; suonava proprio vecchio e di trito e ritrito..
Beh è ancora presto per dire 2009 anno del dubstep, ma le prove tecniche al berghain sono andate molto beme.












