
Spesso faccio le cose d’istinto.
A volte è un bene,
ma il più delle volte mi obbliga a fare dei passi indietro per “riorganizzarmi”, perchè mi accorgo di aver precipitato le cose.
Questo sito ne è una bandiera,
dopo mille versioni diverse, speso molto inutili, solo nell’ultimo anno ( dopo per 6 di “attività” online ) ha preso una forma precisa, che piano piano è stata poi rifinita.
Ma nonostante ciò continuo a fare errori del genere.
Vedi per esempio il capitolo “European Club Guide” è una bella idea, ma l’ho buttata online troppo di fretta, nn funzionava, nn mi garbava..
e quindi, ritirata dalla visione, e via in cantiere.. in attesa di esser mostrata solo una volta bene messa a lustro.
Stasera ho aggiunto, nella barra del menu, la sezione “Racconti”, che come la sorella “European club guide” sarà online tra un po di tempo; ma mentre la fuzionalità della prima è chiara a tutti: informativa/utile per tutti; che cosa vuol dire “RACCONTI”?
-La so! La so io!- disse il piccolo melkio
-va bene, parla, esponi a tutta la classe che cosa si intende per “racconti” su melkiorave.. - rispose la prof.
- bene.. ehm… con “Racconti” si intende la stesura, di, appunto, racconti, basati su alcune avventure di qualche serata “particolare” o riscrivere una review di un evento passato che ha lasciato il segno, rielaborata e romanzata. In ogni caso, sempre sul mondo del clubbing e dintorni. -
-bravo!-
-grazie- : )
Che ne pensate?
( fatemi contenti, scrivetemi nei commenti la vostra opinione a riguardo )
salve,
se serve ad incoraggiarti, posso dirti che il racconto è uno degli elementi fondamentali di ogni formazione sociale. Si parla tanto di clubbing, di popolo della notte, della techno, e tutte queste persone hanno bisogno di racconti. Racconti in cui identificarsi, in cui riconoscere che le proprie esperienze sono simili a quelle degli altri. Il racconto aiuta a sedimentare memoria, e cos’è ques’ultima se non produzione di reale esperienza? Viviamo esperienze simili in luoghi geografici molto diversi. Passiamo anche negli stessi posti in momenti diversi, e a volte anche solo essere stati tra le stesse pareti ci unisce. L’unico modo per dare un senso a questo livello esperienziale è quello della narrazione, del racconto. Solo così da semplici individui distanti si può diventare soggetti di una stessa rete. Una rete che ha già un grande comune denominatore: la musica.
In attesa di leggerti,
saluti
Bruno
Stavolta vinco il Il Premio Pulitzer. I racconti più belli poi saranno esposti dal sottoscritto a Zelig off!
magari trovassimo il prossimo irvine welsh…cmq l’idea è buona
Dipende come la gestisci.
Se la crei e la butti lì lascia perdere.
Se invece la strutturi è una buona idea. Ma deve essere qualcosa di diverso dalle recensioni che già fai e questo sarà il passo piu complicato. Devi dare un’identità a questa sezione.
grazie a bruno, fede e k ( a modi kk ) dell’incoraggiamento.
rispondendo ad andre.
si so che è una cosa impegnativa, ma ci penso veramente da un po..
hai anche beccato il lato più difficile.. fare qualcosa di “diverso”… ci sto pensando.
sicuramente la sezione avrà degli aggiornamenti moooltoooo meno frequenti…
e mi dedicherò dopo aver attivato la club guide, per lo meno dopo 3 città.
l’è lunga…
E\’ un\’idea affascinante, basti pensare al racconto di Raibaz incentrato sullo storico dj set di Sven Vath in cui il tedesco \"fece nevicare\" mettendo il disco di Ingo Boss. Se strutturata a dovere sarà sicuramente una delle sezioni che osserverò più volentieri =)
Melkio!ma venerdi\’ eri qui a Berlino x il Substance?
ahahaah mi sa di averti visto mentre ballavi sgasato con camicia aperta in quel del Berghain in pieno Scuba-mood!:)))rob
ciao robbyberlin! si ero al substance venerdi, e si, ero con la camicia aperta ( obbligato dai milioni di gradi.. )
potevi fermarmi..
bella cosa questa dei racconti..mi piace ;