
La vecchia scuola è la vecchia scuola. Non ci sono cazzi.
Theo Parrish rappresenta proprio il dj vecchio stampo.
Theo Parrish è nato a Washington D.C. nel 1972 e cresciuto a Chicago, dove ha sviluppato la sua passione per la musica. Miles Davis, Stevie Wonder, Jimi Hendrix, Nina Simone, George Gershwin, Bob Marley, così come suo zio, il musicista jazz Dexter Sims, hanno tutti fortemente influenzato i primi anni della vita musicale di Theo. L’influenza della radio a Chicago ed artisti dance come Ron Hardy, Larry Heard, Lil Louis, Farley Jackmaster Funk, Gene Hunt, Mike Dunn, Frankie Knuckles, Walter Get Down Brown ed Andre Hatchett fecero il resto. Parrish fa parte di quella corrente che si potrebbe definire roots house, radicalmente legata alla black music e autrice di alcuni dei lavori più eccitanti e sottovalutati degli ultimi anni, dove proprio Parrish, insieme al genio assoluto Moodyman, ha rappresentato il punto di riferimento, faticosamente emerso. Il suo lavoro infatti lo vede sperimentare felicemente con le strutture della house.
Suono lo-fi sporchissimo. Battuta rallentata ma presente nel suo incedere inesorabile, ipnotico. Le influenze funk, jazz, disco che prendono spazio deformi e narcotiche. Tempi finalmente dilatati, scie di desolazione inebrianti, la gloria di un loop che gira all’infinito. Un punto di riferimento dell’evoluzione sonora di questi anni, non solo un momento importante di musica house.
Chiunque lo abbia sentito come dj avrà avuto l’occasione di ascoltare un’ampio spettro della musica nera americana e le sue produzioni sono incatalogabili, tanto sono profonde e particolari.
4h di passione, soul, house, acid, jazz, jungle e chi più ne ha più ne metta.
Theo non ha un genere, non lo si può racchiudere, ma vola libero nel cielo della musica seguendo un filo conduttore misterioso ma nitido che unisce lo “stream of conscioness” del suo mixing, spesso anche senza cuffie.
Per una sera Torino diventa Chicago - storia della musica.
Non ho mai sentito il mitico Larry Levan, ma forse posso immagire chi era..
Grazie secretmood!
Penso proprio che tu l’abbia già fatto, cmq ti consiglio la visione di Maestro, documentario bellissimo sui fermenti che hanno fatto nascere club come il paradise garage o il loft.
Quindi naturalmente include Levan, Mancuso, Knuckles e un’altra vagonata di dj. Ma parla anche di AIDS e di mille altre cose.
http://www.maestro-documentary.com/html/html/back1italianNEW.htm
in realtà, mio caro Noto, non l’ho ancora visto.
ne ho sentito parlare ed è in programma di vederlo già da un po