
i’m back. again.
Poco fa ho lasciato l’isla bianca e adesso sono in viaggio verso Milano Malpensa, anche se, a causa uno sciopero dei controllori di volo francesi siamo costretti a fare il “giro lungo” passando dal nord Africa.
In fondo mi va bene, ho più tempo per scrivere
Melkio ad Ibiza?? Che ci fa? Ma non ne ha sempre parlato male?
è vero.. verissimo..
infatti non sono andato per clubbing, ma in veste di inviato speciale di Djmag per la presentazione ufficiale del nuovo videogioco dell’Activion: Dj Hero2.
Partenza Domenica, ritorno oggi. ( anche se poi il post lo pubblicherò domani, mercoledì)
Un Press Tour: un esperienza inedita e molto molto interessante.
Ho intervistato Tiesto e ho conosciuto gli autori di Last Night a Dj saved my life, provato il nuovo gioco ( tralatro molto divertente ), parlato direttamente con uno dei sviluppatori, fatto super cena e poi la nottata al Privilege ( posto terribile - musica inascoltabile )
Ho avuto la possibilità di confrontarmi con giornalisti veri, di mestiere, sia italiani che europei.
Esser a tavola con loro, parlare di musica, scambiare i contatti per future “collaborazioni” è stato per me, piccolo blogger mascherato da giornalista, un vero e autentico piacere e una grande soddisfazione.
Ma la cosa che mi ha stupito di più è stato qualcosa di meno tangibile, di meno immediato.
L’interesse (almeno apparente) che alcune testate stanno dirigendo verso generi di musica e personaggi vicino ai nostri.
Parlo di personaggi come Guetta, Tiesto e Sinclair.. personaggi MERDASSOLUTA, ma comunque vicini al mondo del clubbing, che oramai sono conosciuti e accettati dal grande pubblico.
é questo il fatto singolare.
Parlando di massimi sistemi, apparte casi isolati come chemical brothers e Prodigy, ma che comunque rientravano nella fascia “tamarra/nicchia”, non è mai successo che dei Djs siano considerati Pop allo stesso livello di una Lady Gaga o di una Brintney Spears.
Ora succede.
Quindi i media iniziano a seguire il fenomeno (anche se, per loro, essendo un’argomento nuovo e sconosiuto, lo affrontano in maniera approsimativa)
Panorama poco tempo fa ha fatto uno speciale su Cirillo e mi è stato detto che ne faranno un altro su Benassi, e la stampa ha fatto addirittura un articolo su Raresh.
E’ uscito Djmag in Italia.
E dopo Guitar Hero ( la chitarra, simbolo per anni della rockstar ) è stato fatto Dj Hero con il turnables.
Il turnables come una chitarra.
Episodi, certo, ma significativi.
Negli anni 00 non sono successe grandi rivoluzioni musicali, non ci sono stati nuovi Radiohead, U2 o Queen, ma credo che la caratteristica di questo primo decennio del nuovo millennio sia stata quella di “lavorare dietro le quinte” diffondendo il concetto di Club-Culture, che ora esce fuori, anche nelle sue forme più finte e costruite (Pop).
(e molti di noi c’eravamo, conosciamo ciò che è successo.. )
Che ne dite?
Che Weekend impegnativi!
Sabato scorso Festival in Slovenia, e adesso, sono in aereo, partito da Milano con destinazione Ibiza.
Tutte missioni per conto di DjMag. Agente Speciale Melkiorave.it, nome in codice Cormorano17. (?)
2 missioni in 2 settimane è impegnativo, ma, come sapete, sono abituato a ben altri sbattimenti,
quindi, ieri sera per complicarmi un po le cose, sono anche andato alla serata di chiusura stagionale del Cocoricò di Riccione.
Il COCCO?????
Vedo le vostre espressioni schifate.
Le vedo benissimo..
Non posso darvi torto, anche io l’avrei fatta e forse ci avrei anche aggiunto una corsa in bagno per una bella sboccata nel water.
Ma, incredibile a dirsi, ieri è stata una serata da incorniciare!
Bellissima!
Meravigliosa!
(la realtà a volte supera la fantasia)
Con una duplice scusa, sentire il mio amico Romano Alfieri suonare in piramide con Sven Vath e “iniziare” mio fratellino neodiciotenne al clubbing, ieri ho attraversato per lungo la penisola destinazione Riccione.
Tralasciando qualche scazzo iniziale, la serata promette molto bene.
Romano non suonerà in Piramide perchè Sven vuole suonare tutto il tempo.
Ovviamente mi è spiaciuto per lui, ma so perfettamente quello che significava quel gesto: Sven ha voglia di suonare, è preso bene e, quindi, vuole “spaccare tutto.”
E cosi Fu.
Non mi perdo nei dettagli, tanto per gli scettici il video esprime meglio di qualsiasi frase possa scrivere.
Sven, mr.MI-SPUTTANO-CON-MARKETTE-MA-QUANDO-VOGLIO-VI-FACCIO-VEDERE-IO-CHI-CAZZO-SONO, ha spaccato tutto.
Non so che gli sia successo, forse ha finito di riempire il deposito di denaro e si sente libero di fare ciò che vuole, forse la nascita di suo figlio (Tiger Vath) gli ha dato nuova linfa vitale, ma quest’anno è già la seconda volta che lo sento ed entrambe sono state bellissime (meglio al cocorico che al cocoon tralatro).
Beh.. io che ero un suo grande fan non posso che esser contento se smette di far musica per i ragazzetti delle medie, anzi dovremo esser contenti tutti noi clubber.
( Speriamo che Hawtin, che ha copiato la svolta commerciale di Sven, decida di ricopiare anche questa svolta apparente).
Per chi se lo sta chiedendo.
Ovvio, il cocco era strapieno dei soliti rozzi e maleducati canottati tatuati brutti, ma vivendo la serata dal privè, per me, è come se non ci fossero stati..
Dopo ieri, dopo questa serata, dopo qualche pensiero ecco che mi balena nella mente una domanda. Cos’è il dj?
Non uno che mette semplicemente dei dischi, ovvio
Ma la mia domanda trascende un poco il discorso musicale.
Poniamo come assodato che il dj propone buona musica e concentriamoci sul suo ruolo e su come lo intrepreta.
LAST NIGHT A DJ SAVED MY LIFE.
Questo è il titolo di uno dei libri più famosi sulla storia del djing.
“l’altra notte un dj mi ha salvato la vita”
è ovvio che la figura va oltre al semplice “metter 2 dischi”.
Senza dilungarmi in spiegazioni, cercando di inventarmi una qualche improbabile definizione, e, in maniera semplice, brusca, dico che IL dj è Sven Vath.
O se non Sven Vath, Jeff Mills.
O se non Jeff Mills, Laurent Garnier.
Stop.
Modi diversi di intrepretare il ruolo ma tutti eccelsi.
Per voi????
Squarepusher presents - Shobaleader One - d’Demonstrator from Warp Records on Vimeo.
From Repubblica!
Chissà chi suonava
sicuramente TRIBAL HOUSE.
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CACCIATORI di giorno, amanti del convivio la notte. La sola differenza è che gli uomini primitivi festeggiavano con bue e tartaruga al posto di champagne e tartine. Per preparare il cibo trascorrevano giorni e giorni a cacciare, e dai resti degli oltre 300 chili di carne che gli archeologi hanno ritrovato in una grotta in Galilea, si è dedotto che gli invitati alla più antica festa della storia umana fossero tra i 35 e i 40, tutti evidentemente molto affamati. Il party primitivo, ricostruito dalle archeologhe Natalie Munro dell’università del Connecticut e Leore Grosman dell’università di Gerusalemme, risale a oltre 11.500 anni fa. Non era affatto scontato che uomini abituati a una vita dura, fatta di caccia e guerre fra tribù per il possesso del territorio, sentissero il bisogno di ritrovarsi insieme per socializzare. Ma la scoperta raccontata oggi sulla rivista Pnas, frutto di una campagna di scavi decennale nella grotta di Hilazon Tachtit, a metà strada fra il Lago di Tiberiade e il Mediterraneo, getta luce su uno snodo della storia umana in cui la vita nomade stava lasciando il passo a quella sedentaria, la caccia cominciava a essere affiancata dall’agricoltura e oltre alla brutale gara per la sopravvivenza anche le prime forme di arte e decorazione stavano diventando ingredienti della vita dei primitivi.
La festa più antica era stata organizzata per uno scopo in realtà poco gioioso: la sepoltura di una donna. Si trattava di una vecchina molto particolare per quel gruppo di uomini dell’epoca natufiana, la stessa in cui monili e ornamenti diventano molto diffusi così come le rappresentazioni artistiche sotto forma di pitture rupestri e statuette, e i primi cani vengono addomesticati per fare compagnia a famiglie sempre meno nomadi. Zoppa, malforma, alta non più di un metro e mezzo e molto anziana per gli standard dell’epoca, la donna era la sciamana del villaggio (segno premonitore di una vita spirituale particolarmente intensa, in quell’area del medio oriente) e l’ultimo saluto ai suoi resti si trasformò in “evento”.
Nella grotta di Hilazon Tachtit, situata a 200 metri sul livello del mare e con una buona vista sul Mediterraneo che si trova 14 chilometri più a ovest, le due archeologhe hanno trovato i resti di tre esemplari di uro - un enorme bovino oggi estinto con grandi corna, la cui caccia non era esente da pericoli - e di almeno 71 tartarughe greche. Questi rettili, solitari e non molto numerosi già all’epoca, erano evidentemente stati catturati dopo molti giorni di ricerche. Alcuni dei loro carapaci, alla fine della festa, sono stati ordinatamente sepolti nella tomba della vecchia sciamana insieme a un piede umano (troppo grande per appartenere alla donna), due crani di martora, la punta dell’ala di un’aquila, la coda di un uro, le ossa del bacino di un leopardo, una zampa di cinghiale e un corno di gazzella.
“Davanti ai nostri occhi - spiegano nel loro articolo Munro e Grosman - abbiamo una società umana che si fa sempre più complessa e si avvia a quella rivoluzione dell’agricoltura” che avverrà un migliaio di anni più tardi, nell’epoca neolitica. “Le feste già all’epoca servivano a consolidare le relazioni fra gli individui, a integrare le varie comunità di uomini e a mitigare lo stress di una società che stava profondamente cambiando”. Gli enormi spazi che ciascun individuo aveva avuto a disposizione fino a quel momento si stavano restringendo. La densità degli abitanti aumentava, la vita nei villaggi rendeva sempre più importante la cooperazione fra gli uomini. La società umana aveva iniziato una corsa verso la complessità e la stratificazione che non si sarebbe mai più fermata. E mai, di certo, gli invitati al party primitivo avrebbero immaginato a quali generi di villaggi e di feste sarebbero arrivati i loro discendenti.
Direttamente da segnalazione di RA ecco il nuovo mix di Rossella ( ricordate uno dei primi Melkiocast?)
rossella - process part 229 by modyfier