
Sveglia Venerdì mattina poco prima dell’alba ore 04.00; ritorno a casa Domenica sera ore 21.00.
Nel mezzo: 49h sul suolo Britannico di cui 2 h di viaggio in pullman da Aeroporto a Londra e 2h per mangiare, per un totale di 45h precise da vivere nella City.
Se ci ripenso è incredibile quante cose io e Gianni abbiamo fatto in queste poche ore ( tra cui prendere ogni mezzo di comunicazione possibile: treno – pullman – aereo – taxi – autobus – metropolitana – traghetto ) superando ogni nostro record precedente.
Partiamo dalla fine: è stato tutto oltre ogni più rosea aspettativa, per cui chi volesse semplicemente sapere se mi è piaciuto può smettere di leggere qui e vedere i video che riporto qui nell’articolo.
Il Venerdì
Real Prodigy experience.
Premessa. ( in pieno stile Raibaz )
Alla tenera età di 13 anni giù nel mio ex quartiere tutti i miei coetanei ascoltavano cassettine del duplè o insomnia, con i relativi Franchino o Gianluca Erre, passate dai fratelli maggiori o da amici dei fratelli maggiori, e quindi anche io mi omologai a tutti e incomincia a farmele duplicare.
Un giorno, un ragazzo più grande di me, di cui non mi ricordo il nome, fece qualcosa di molto semplice ma che mi cambiò la vita ( un po’ esagerato? Forse… ), mi si avvicinò e mi disse: “Ti piace la PROGRESSIVA? Ascolta un po’ questo…” e mi imprestò la cassetta di The Fat of the land.
Ne restai più che colpito, direi estasiato
E dal quel momento è iniziato il mio spirito underground, di non omologazione ( per lo meno musicale ).
Ho sentito i Prodigy in altre 3 occasioni, ma a cavallo del 2004/2006, quindi a cavallo del loro album venuto peggio: Always Autnumber Never Outgunned, ma quest’ultima…
surclassa e cancella tutte le precedenti.
Il nuovo album (invaders must die), nonostante tutti i logici pareri contrastanti, è una figata mondiale, frutto di una ritrovata armonia all’interno i membri della band ( anche se poi è tutto incentrato su Liam ) che si riflette anche nella performance.
Ho seguito il concerto rigorosamente in seconda fila, all’interno della calca più calca.
Un ora e mezza di energia e sudore.
Un ora e mezza di urla e salti
Un ora e mezza di…. FIGATA THE WORLD!!!
“Take me to the hospital”…e siamo ancora al rave di prima, negli anni 90, stavolta rivisitato in chiave moderna
Ho raccolto testimonia nel video qua sotto. ( lo potete trovare anche sul mio canale youtube )
Tutte le parole sono superflue.
The Prodigy - Live London 2009 from Melkiorave on Vimeo.
Ho saltato Il post serata al Fabric, nonostante Skream&Benga, a causa di un mal di testa formato famiglia che mi ero portato da casa, cresciuto esponenzialmente dopo il concerto, e ho quindi ceduto il mio ticket a M1mmo ( che si è trasferito su ).
Ore 7.00 Gianni entra in Ostello ( lui era andato ) e gli chiedo se ha sonno, lui con voce distrutta mi rispondo: “Credo di morire”.
Il Sabato.
Living underground ever
Attualmente viviamo nel momento BOOM dei festival di musica elettronica, ogni mese, ovunque in Europa, e adesso anche nel nostro paese, eccoli spuntare come funghi.
Ed ecco sentire parlare di “Time Warp” o di “Cocoonclub” persone improbabili che fino al mese prima ascoltavano Jt Vannelli… quando volevano fare gli “strani”.
Tralasciando i perchè e percome di questa situazione, resta il fatto che, i maestri storici della consolle sono sempre ovunque come il prezzemolo.
Sven Vath è uno degli esempi più lampanti. Maestro del marketing, oltre che della consolle, per promuovere il suo “impero-cocoon” non disdegna marchette a destra e a manca; con, purtoppo, relativo calo vertiginoso della qualità musicale.
Per poter sentire un set “come dio comanda” bisogna quindi scegliere il posto giusto, dove si respira ancora un atmosfera underground.
L’anno scorso sentii le 9h di Vath al Watergate a Berlino ( ottima scelta )
Quest’anno avevo scelto, invece, di sentirlo al Matter, nuovo locale Londinese.
La scelta era giustificata dall’inclinazione Groove del dj; che calza bene sia a lui ( che è uscito dal tunnel della minimal, che non gli calvaza proprio per nulla ) che tradizione musicale della capitale Britannica.
Il locale è bellissimo: un incrocio tra le grandi architetture del Berghain e l’eleganza del cocoon; entra di diritto nella mia personale top3 dei locali, insieme agli altri 2 appena citati.
Il set è un lungo viaggio di 6 ore che inizia con un sound funky, leggero e trascina fino a sonorità alla kraftwerk.
Un set semplicemente fantastico, per una serata…. FIGATA THE WORLD, che entra tra le migliori serate in assoluto che ho mai fatto…
Come detto prima per la serata di Venerdì…
Ho raccolto testimonia nel video qua sotto. ( lo potete trovare anche sul mio canale youtube )
Tutte le parole sono superflue.
Sven Vath Matter London 09 from Melkiorave on Vimeo.