
E’ un anno strano questo, molto strano.
Ci sono state nuove grandi nuove entusiasmatiche scoperte e grandissime delusioni e amarezze.
Dopo la tristezza della fine dell’era Frankfurt ecco che, a solo una settima di distacco, arrivare il Bestival.
Si svogle nell’isola di Wight, famosa in Italia per la celebre canzone dei Dik Dik, ed è puro terreno vergine: nessuno che conosco ci è mai stato, quasi nessuno dei miei conoscenti ci sarebbe andato ( per la sua formula calderone.. indie rock, dubstep, idm ).
Io, Gianni e Little Daniel ci abbiam creduto e siamo andati..
é difficile da spiegare, è una situazione nuova di cui sono ancora mezzo sopreso.. proviamoci cosi:
il bestival è come unire un Gardaland, con la gente di un raduno di fumetti e mischiandoci musica della madonna come gli smarties su una torta alla panna!!
Una figata the world!!
Un festival molto CAZZARO che si prende poco sul serio ma cui il risultato è semplicemente MITICO!!!
C’era una volta un magico luogo protetto da un bosco di salici piangenti da una parte e da una piscina dall’altra.
In questo luogo ogni anno il re di Francoforte insieme ai suoi migliori cavalieri chiamavan a danzar cortese una stretta cerchia di prediletti; mangiafuochi e giocolieri coloravan la già festante e le genti giovan per l’esibizione del re e dei suoi cavalieri..
ma tutto questo fini… per rimanere nella leggenda.
E venne il business, quel virus, a trasformare poco a poco ma inesorabilmente Francoforte in un avanposto del Lunedi di Ibiza.. con tutto ciò che ne consegue: Party di massa creato attorno alla figura del turista per caso, scenicità e poca sostanza.
“le cose nascono, crescono e muoiono…”
Vedere il green&blue, festa perfetta, trasformato in così breve tempo in un time warp all’aria aperta mette proprio tristezza.
Addio Francoforte.. addio Green&blue.