
Il 23 Gennaio 2009 a Torino vi è stato il primo liveset Italiano del genietto musicale fondatore della Skulldisco Shackleton: prolifico produttore del nuovo movimento musicale dubstep tanto osannato da Ricardo Villalobos.
Nel suo live, Sam ( questo è il suo nome ) miscela magistralmente percussioni tribali con bassi dubstep e voci “mistiche”: il risultato è un ritmo lento ma incalzante, energetico e sexy.
Un ora di liveset è troppo corta per permettere un commento/recensione approfondito ma posso dire che mi ha dato la stessa emozione di quando nel 2003 sentii per la prima volta Richie Hawtin in un timewarp di altri tempi.
L’emozione di ascoltare un suono nuovo per me, cui non comprendevo ancora bene ma che mi sicuramente mi affascinava.
La grande differenza è che Richie Hawtin era già un dj affermato a livello mondiale da più di un decennio, mentre con mr Skulldisco siamo agli albori della sua carriera.
Torino conferma il suo “occhio lungo” per le nuove tendenze; forse troppo lungo per, come nella migliore tradizione pioneristica, permettegli grandi entrate economiche garantite da ospiti più mainstream; infatti per questo giustifico le 3 ore di orribile sound “commerciale” che mi sono dovuto sorbire prima di un ora di ottimo sound dubstep.
Berlino è senza ombra di dubbio una mecca per il mondo della musica elettronica, berlino ha un anima “techno” ed è molto sensibile ai suoi movimenti, ai suoi cambiamenti, alle direzioni che intraprende.
La città è un verio e proprio rabdomante della club culture.
E la musica ha i suoi cicli.
Gli anni 70 sono stati gli anni della discomusic, gli anni 80 dell’sinth pop e dell’electro e, sicuramente, nella prima decade del nuovo millenio la musica minimal ha fatto da padrona.
A Londra pochi anni fa è nata la Dubstep, che a causa della sua natura ( cassa irregolare, suoni scuri idm e percussioni quasi ragge ) raccoglie una nuova tipologia di pubblico.
Un ottimo mix tra clubber ormai stufi del sound ovvio della minimal, pubblico derivante da realtà di nicchia come warp e rephlex e pubblico da soundsystem giamaicano.
Ma Londra spesso fa caso a parte.
Gli inglesi spesso sfornano generi musicali ( di qualità ) ad uso interno, che non trovano grande appiglio nel resto del vecchio continente: vedi come esempio il suoun warp/rephlex
Avrei quindi giurato che la dubstep avrebbe trovato molta difficoltà ad uscire dai confini dell’isola brittanica.
Invece ha invaso già Berlino…
Quando a Berlino, e sopratutto quando al Berghain, la dubstep trova molto spazio vuol dire una cosa molto semplice e intuitiva: la dubstep è uscita dall’inghilterra e sta attecchendo nel resto d’europa.
La serata di Venerdi 15 Gennaio al berghain di Berlino è stata fantastica.
Il migliore è stato sicuramente Scuba, grande tecnica e ritmi incalzanti. Un set che mi ha sorpreso rivelando tutte le grandi capacità dance della dbstep e mettendo a dura prova un impianto come quello del berghain.
Poi a ruota Kode9 e Ramadaman.
Mentre il live di the Bug, a causa dell’eccessiva invadenza della vocalist Warrior Queen, non è stato di mio massimo gradimento.
La musica ha dato una sensazione di aria fresca di novità di sperimentazione.
Sensazione che è aumentata dopo aver ascoltato, il giorno seguente, un live di minimal tirata di speedy j; suonava proprio vecchio e di trito e ritrito..
Beh è ancora presto per dire 2009 anno del dubstep, ma le prove tecniche al berghain sono andate molto beme.
