
Lo so, con sto caldo non aspettavate altro..
Una sdraio sul bagnasciuga, una becks in una mano e una nuova puntata del Melkiocast ( bella calda ) da sottofondo..
ed è subito party ![]()
Ho ascoltato le vostre richieste e quindi.. eccola!
Il mix 29 è di Luca Bear, produttore che si sta facendo molto notare in questi ultimi tempi. Una puntata sexymusic : )
Immaginate:
tramonto, spiaggia, mojito e cappello di tela..
musica sexy..
senti online o SCARICA IL DJSET
#29: Luca Bear by Melkiorave on Mixcloud
YEAAAHHHHHHHH!!!!!
non so se è merito del mio martello mediatico di oggi, per sfinimento ( no sicuramente, ma faccio finta di si ) ma il blogger di repubblica, con il quale ho iniziato l’articolo, dopo una giornata di commenti e di discussioni…
ha CAMBIATO IL POST online.
eccolo ora!
Io e Gino alla Love Parade ci siamo andati, tre volte io, una lui. L’impatto era stupefacente. Una primitiva festa pagana trasportata nel nuovo millennio.In fin dei conti è stata la prima clamorosa novità dai tempi di Woodstock, la prima volta che nel ripetitivo rituale dei concerti succedeva qualcosa di nuovo, un ribaltamento totale dei valori in campo, con il pubblico in primo piano, protagonista assoluto di una performance di strada governata dal martellante, primitivo ritmo cardiaco della techno. Bastava entrare in città e si veniva travolti da una strana sensazione di libertà: musica, forte, assordante, continua, ritmi che si mescolavano, suoni elettronici, pulsazioni che entravano nello stomaco [...]
Era nata proprio per celebrare la libertà, a Berlino, nel 1989, pochi mesi prima della caduta del muro, organizzata da un giovane dj tedesco, Matthias Roeingh, in arte Dr.Motte, come manifestazione a suo modo “politica”, diceva lui, per “dimostrare, attraverso la musica e l’amore, che i giovani vogliono essere uniti e che amano la pace”.
E fu l’inizio di un processo dilagante, cresciuto al di là di ogni aspettativa. La prima volta arrivarono solo in 150 a ballare al suono di un unico “sound system”, ma l’escalation fu rapidissima: 2000, 6000, 15.000, 30.000, anno dopo anno il passaparola tra i ragazzi d’Europa portava a Berlino un numero sempre più grande di giovani, affascinati dall’idea di dare vita a un clamoroso “rave party” all’aperto, di ballare fuori dalle discoteche, conquistando il centro della città, padroni delle strade, padroni del tempo. Niente regole, niente polizia, nulla a che vedere con la vita normale, con le abitudini quotidiane. Tutto rovesciato, per un solo giorno, all’insegna di un divertimento senza freni.
Nel 1994 erano già più di centomila, nel 1997 nel Tiergarten Park, al centro della capitale tedesca, i ragazzi erano un milione, e poi un milione e mezzo nel 1999. [...] E non bisogna pensare che ci siano solo i maniaci delle discoteche, o i “ravers” figli della nuova cultura psichedelica, o gli appassionati consumatori di ecstasy o altre droghe sintetiche. A parte le frange estreme, alla Love Parade ci vanno tutti, tanti ragazzi normali, famiglie di curiosi, esibizionisti di ogni genere, chi vuole ballare e chi vuole sballare, un esercito fatto di migliaia di singole tribù, tenuto insieme solo e unicamente dalla techno in tutte le sue versioni, trance, house, electro, hardcore, gabber, e dalla voglia di ballare e divertirsi. [...]
C’è poco da fare, potete anche non gradire la techno, potete anche far finta di non capire che il mondo è cambiato, ma criticare la megafesta di Duisburg per la sua natura di “party” è sbagliato. Le star di oggi, è innegabile, sono anche i dj, che hanno il loro oceanico pubblico, così come gli U2 o Madonna. Siete sicuri che chi va a vedere Madonna sia più “intelligente” di chi va a ballare ascoltando Tiesto o Guetta? Siete certi che nel milione e mezzo di ragazzi andati a Dusiburg ci fossero solo giovani desiderosi di rimbambirsi con alcol e droghe? Ne siete sicuri? No, anche statisticamente è impossibile. E se poi fosse davvero così la notizia dei diciannove morti sarebbe molto meno importante di quella “un milione e mezzo di consumatori di droga si danno convegno a Duisburg”, nel cuore d’Europa. No, è una reazione automatica quella di non comprendere, perchè è più facile e meno rischiosa. La Love Parade non è un rave illegale, è il “festival rock” dei nostri giorni, in cui si riconosce una generazione che ama la musica techno così come la mia generazione amava la musica di Hendrix. E’ il “non concerto” dei nostri giorni, è l’evento collettivo che ha come collante la musica, è il raduno di massa più divertente possibile, il megaparty più grande del mondo, la festa delle feste, il luogo dove “bisogna andare”. La tragedia c’è stata perché non si possono far stare un milione e mezzo di persone in uno spazio chiuso. Quando il Papa raduna il suo popolo non ci sono transenne, quando la Cgil fa i suoi cortei a Roma non ci sono barriere, quando la Love Parade si svolgeva a Berlino non c’era bisogno di uscite di sicurezza perché si svolgeva nel centro della città, o in un parco aperto a tutti. Tutto qui. Non c’entra la droga, non c’entra la techno, non c’entrano i dj, la cultura giovanile, lo sballo. Lasciamo la retorica agli altri, almeno in un caso drammatico come questo.
ORA è UN ARTICOLO!!!
Mentre pensavo se e come scrivere qualcosa su i fatti di sabato.. ( odio scrivere banalità, secondo me è meglio non scrivere piuttosto che scrivere tanto per fare ) quando mi sono inbattuto in un articolo di un blogger di Repubblica
che inizia cosi:
“Non è una festa qualsiasi. Non è nemmeno un rave party qualunque. No, la Love Parade non è roba per cuori teneri, per ballerini della domenica, per frequentatori di discoteche nel fine settimana. La Love Parade è un sabba infernale, è la liberazione dei sensi, è la celebrazione del ritmo e la festa del corpo, è il party definitivo, senza limiti, senza regole, senza confini. Dimenticate Woodstock e i suoi cinquecentomila freak seduti a fumare erba e a sognare di cambiare il mondo sull’onda del rock.
Benvenuti nel nuovo millennio e nel girone infernale del divertimento. Nulla di tutto quello che si è visto e sentito nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento è paragonabile alla Love Parade che dalla metà degli anni Novanta ha definitivamente stravolto le regole degli eventi collettivi di massa. ”
Me lo aspettavo che avrebbero iniziato a scrivere stupidaggini del genere..
Ma mi sono sentito in dovere di rispondere.
e cosi ho fatto.
Come?
Cosi.
“Buongiorno sono Melkiorave, un blogger che da qualche anno racconta la realtà dei club e degli eventi musicali di questo genere.
Questo grave incidente ( perchè spero si tratti di questo ) ha puntato i riflettori mediatici su un mondo che è conosciuto solo attraverso il suo stereotipo più superato. SBALLO DROGA etc..
Il suo articolo ha una bella introduzione, complimenti, sicuramente d’effetto, ma di completamente errata.
La Loveparade è una delle tante manifestazioni musicali che, sopratutto in Germania e in Olanda, sono molto popolari.
Attirano una fetta di visitatori e muovono una serie di meccasismi che possiam semplicare chiamando il tutto: FENOMENO DEL TURISMO MUSICALE.
il discorso è troppo lungo per esser affrontato in un commento.
Volevo dire solo 2 cose
La prima.
descrivere la Loveparade come roba “non da cuori teneri” sarebbe come descrivere una domenica allo stadio come “un suicidio di massa” o cose assurde del genere.
La loveparade, come la maggior parte di questi eventi (qualcosa-parade), non si distaccano molto da un carnevale di Viareggio. E io lo posso dire. Sono stato sia a Viareggio che alla Love ( quando la facevan a Berlino )
la seconda..
La musica “Techno” ha più di 20 anni, le manifestazione di questo tipo in altri paesi sono molte e partecipano non solo ragazzi, ma anche famiglie e adulti ( proprio per la loro caratteristica simil-viareggina ).
Molti dei loro produttori sono entrati a suonare negli auditorium e in teatri ( spesso anche a Milano, Roma e Torino ) proprio perchè riconosciuta nella sua accezione culturale.
Nonostante ciò lo stereotipo generale è ancora quello “dei ragazzi sballati e gioventù bruciata”, che si mantiene nel tempo grazie anche ad articoli come il suo.
So che questo commento andrà nel dimenticaio prima ancora di arrivare a leggere questa riga..
ma mi sentivo in dovere di scrivere qualcosa.”
Stupito da ciò che è successo, Schifato da queste reazioni.
Per il resto..
scriverò qualcosa solo se avrò qualcosa da scrivere.
CONTINUA NEI COMMENTI
Appena tornato da Francoforte ( non ho ancora messo la roba a lavare, dentro la valigia ormai si sarà creato un piccolo nuovo universo fatto di nuove forme di vita ) ed sono subito a pensare.. e dopo? Quale sarà la prossima metà?
Ormai non mi posso più nascondere dietro un dito, lo devo riconoscere. Sono dentro un meccanismo perverso: “dipendenza da Ryanair” la si potrebbe chiamare.
Potrei esser il primo a soffrirne ufficialmente; anche perchè di persone che ne soffrono, anche se lo tengono ben nascosto, ne conosco parecchie, ma io potrei diventare famoso come il primo caso ufficiale.
Mi immagino già i titoli a caratteri cubitali:
“Scoperto primo caso di dipendenza da Ryanair.
i medici brancolano nel buio.”
Ieri sera, su Skype, in conferenza con il mio amico dei Ghiacci già si discuteva delle mete del 2011
“Ho sentito che tizio dice lì, caio dice là, potremo andare… sembra una bella situazione..”
“Si, ma Sempronio dice ha trovato un club, semi nascosto, sotto una scala di una casa in ricostruzione, nella periferia di un quartiere abbandonato di quella piccola città sconosciuta di quello stato a 67h di treno ( con 6 cambi da fare ) a fanculo.. che ne dici?”
“Figata!! ANDIAMO.”
Una droga.
Dico Basta! ( o meglio me lo impone il portafogli.. )
Basta trasferte fino a fine 2010.
Con il prossimo anno si inaugura POLONIA, BRISTOL e BELGRADO, tutto il resto rimane dietro..
e da qui a Dicembre??
Clubbing Casareccio, nostrano.
Sembra incredibile ma ne conosco veramente poco.. e questa potrebbe esser un occasione per approfondire.
Sono in ufficio, lavoro sodo per raggiungere gli obiettivi.
Risultati che si intravedono, ogni tanto, lontani, come raggi di sole tra le nubi di un temporale.
Il cammino è aspro e, a volte, la mia strada , rimane bloccata dagli eventi, come una corsa nel fango.
In questo momento di cedimento la mia attenzione, ad un tratto si fissa su un brano musicale, scelto random (?) da Itunes, che fino ad un momento prima era semplice sottofondo dei miei pensieri.
mi emoziono.
Sorrido mentre una lacrima langue la mia guancia.
Vado Avanti.
Questa è la forza della musica.